domenica 21 dicembre 2025

Tutorial, guide ed esercizi per Gimp

Guide, Tutorial ed esercizi per Gimp:

In questa pagina potete trovare decine di tutorial passo passo per il fotoritocco con Gimp. Ogni tutorial su mora-foto è originale ed è stato scritto da noi. Le nostre guide per Gimp sono rivolte a tutti i fotografi che vogliono imparare ad usare Gimp per la post produzione delle loro foto senza dover acquistare costose licenze. Se usate Gimp e siete soddisfatti, vi prego di considerare di fare una donazione alla GNOME Foundation. 


Tutte le nostre guide sono facilmente comprensibili, e sono spiegati passo passo, per permettere anche ai principianti di capire perfettamente come funziona Gimp con esempi pratici facili da seguire. Ci concentreremo sulla post-produzione e sul fotoritocco.


Guide Base:


Gestione colori


Migliorare soggetti umani


Migliorare i panorami


Le sfocature


Strumenti e plugin

Effetti ed esercizi


Guide Avanzate Gimp:


Gimp è in assoluto la soluzione migliore per i fotografi amatoriali che cercano il miglior software libero, che permette di raggiungere risultati quasi professionali. Crediamo davvero che Gimp possa sostituire Photoshop su quasi tutto, per i fotografi non professionisti. Manca di alcuni strumenti iper-avanzati, ma è gratuito. Speriamo che i nostri tutorial su Gimp vi aiutino a capire le funzionalità e le potenzialità di Gimp. Ci sono molti altri programmi che funzionano bene, ma nessuno di loro è così flessibile e avanzato come Gimp. Forse all'inizio potrebbe essere un po' difficile, ma quando imparerete ad usarlo, sarete completamente soddisfatti. Ecco perché abbiamo creato questo sito web: per farvi capire facilmente le basi di Gimp e come diventare ogni giorno un fotografo migliore. Con i nostri tutorial Gimp imparerai ad usare tutti gli strumenti che Gimp offre per la post produzione delle tue fotografie.

Crediamo fermamente che l'utilizzo di Gimp permetta a chiunque di ottenere risultati più che soddisfacenti nel fotoritocco sia per uso domestico che professionale. Se non sei un fotografo professionista, o non vuoi pagare una licenza per un qualsiasi motivo, o peggio ancora stai usando e scaricando software pirata (con tutti i rischi che ne derivano), allora considera Gimp come una soluzione a tutti i tuoi problemi. Se hai bisogno di modificare alcune foto, Gimp è sicuramente la soluzione gratuita più avanzata oggi disponibile. Gimp permette di ritagliare fotografie, aggiungere testi, aumentare il contrasto e la saturazione, correggere i colori, come fare editing fotografico avanzato, senza dover pagare nulla. Vi suggeriamo di rimboccarvi le maniche e iniziare ad imparare ad usare Gimp, che è un software incredibile, imparandolo con l'aiuto dei nostri tutorial Gimp. Abbiamo deciso di dividere questa pagina in diverse categorie, per permettere una migliore consultazione dei numerosi tutorial Gimp presenti, così sarà più facile per voi cercare il tutorial da approfondire.

Rispetto a Photoshop, Gimp potrebbe essere considerato meno intuitivo, non ha una gestione perfetta dei batch, non ha strumenti di intelligenza artificiale iper-avanzati, ha "solo" 8 bit di profondità di colore, ha bisogno di alcuni plugin esterni per aprire file "raw", o per creare un panorama utilizzando foto diverse, ma nonostante tutto, Gimp vi permetterà di ottenere risultati sorprendenti senza dover spendere soldi e, soprattutto, senza dover scaricare software non originali che, soprattutto per uso professionale, potrebbero farvi prendere una brutta multa. Gimp è distribuito secondo i termini della General Public License v3 e successive. In poche parole, questo significa: Si è liberi di usare GIMP, per qualsiasi scopo.

Se non avete mai usato Gimp prima d'ora e siete alle prime armi con i software di fotoritocco, vi suggeriamo di provare tutti i nostri tutorial nello stesso ordine in cui sono stati pubblicati. Partendo dai tutorial di base in alto, sull'interfaccia e gli strumenti di Gimp, si passa alla correzione della luce e del colore, alle maschere, ai livelli e a ciò per cui vengono utilizzati. Una volta capito come usare le maschere e i livelli di Gimp per modificare solo una singola porzione dell'immagine, si può mettere la conoscenza acquisita sulle basi di Gimp, passando ai tutorial più complessi, come l'effetto Dragan o la fusione dell'esposizione. Quando inizierete a capire cosa state facendo, potrete provare a modificare una foto con tutti più effetti, in modo da comprendere meglio i vari strumenti di Gimp e magari scoprire il vostro stile preferito. Se non avete esperienza è solo un gioco, dove cercate di diventare più a vostro agio con l'interfaccia di Gimp. Quando avrete raggiunto una discreta familiarità con gli strumenti di Gimp e con tutti i concetti dei nostri tutorial, potrete utilizzare Gimp per una perfetta post-produzione o per il fotoritocco.

Saper editare una fotografia con Gimp è molto più utile di quanto si pensi. Sarete in grado di creare immagini impressionanti per i vostri social network, ma aumenterà anche la vostra produttività sul lavoro o in qualsiasi attività di volontariato, per esempio potreste usare Gimp per creare un poster per un evento, o un menu di un ristorante. È sempre utile avere un amico che può disegnare un meme o fare una foto di copertina per un evento. Poi, quando sarai bravo, nessuno ti impedirà di cercare di guadagnare qualcosa con le tue nuove conoscenze. Crediamo che Gimp sia un ottimo programma di fotoritocco, non perfetto, ma che può sostituire Photoshop in quasi tutti gli usi amatoriali. Speriamo anche che tutti i nostri tutorial di Gimp possano aiutarvi a capire meglio il funzionamento e le potenzialità di Gimp che è, senza dubbio, il miglior programma di fotoritocco gratuito disponibile sul mercato. Se lo ritenete opportuno, potete darci un piccolo contributo cliccando la pagina ❤Sostienici.

Migrazione di Mora-Foto

Ciao a tutti!

Oggi segniamo la fine di un'era: dopo ben quindici anni di servizio, abbiamo deciso di sospendere il dominio www.mora-foto.it. Questa decisione non è un addio, ma un passo verso un futuro più grande! Le nostre energie sono interamente dedicate al nuovo, ambizioso progetto:  www.ciaocortina.com, la nostra guida turistica per scoprire Cortina d'Ampezzo!

Sul nuovo sito troverete tutti i contenuti dedicati alla fotografia che amavate sul vecchio. Per quanto riguarda gli articoli che non si adattano al nuovo progetto, li abbiamo spostati qui su Blogger, dove potrete consultarli fino a quando il servizio sarà disponibile. Per rendere più semplice la navigazione, di seguito tutte le pagine che potrete trovare sul blog. Nel post successivo, troverete tutte le guide per Gimp:



Articoli sulla fotografia


Tutte le guide per la fotografia



Altre Guide: HDR, Nikon Capture, etc:


Software di Fotoritocco:



Fotografia HDR:



Altre guide:



Guide per la telefonia mobile:


Guide per Android:



Guide per iOS



Generiche:



Nel post successivo, troverete tutte le guide e gli esercizi che abbiamo scritto per il fotoritocco con Gimp, un software gratuito ed opensource per il ritocco di fotografie.

Grazie per questi anni,

Andrea e Marco

Esporre a destra dell'istogramma, serve davvero?

Analisi e considerazioni sulla teoria dell'esporre a destra in fotografia digitale.

Su quanto sia importante esporre a destra troverete fiumi di parole e molti articoli favorevoli o contrari. Per quanto la nostra non sia una voce poi così autorevole, noi siamo assolutamente convinti che sia una teoria valida. Non fondamentale, leggermente datata, ma quasi sempre corretta. Abbiamo quindi deciso di scrivere questo articolo per analizzare approfonditamente i vantaggi e gli svantaggi di esporre a destra dell'istogramma e cercare di spiegarvi perché siamo quasi completamente d'accordo. Sicuramente aveva senso approfondire quella che era la nostra sensazione con prove pratiche, inoltre andremo ad analizzare alcuni concetti che sono molto importanti per chi vuole avvicinarsi al mondo della fotografia digitale, quindi iniziamo.



Premessa importante, che cos'è l'istogramma?

In quasi tutte le fotocamere è possibile visualizzare l'istogramma della fotografia nell'anteprima dello scatto da display, saperlo leggere è una cosa fondamentale per comprendere cosa significa esporre a destra.

L'istogramma è infatti una rappresentazione grafica della quantità di pixel che compongono l'immagine e della loro rispettiva "luminosità". Se non avete capito nulla, abbiamo scritto un articolo molto più approfondito e semplice da comprendere sull'istogramma, che potete trovare qui.

Esistono due tipi di istogramma, in cui si possono visualizzare tutti i colori separatamente, qui sotto a sinistra, o il valore della luminosità generica, qui sotto a destra. Di solito si tende ad utilizzare quello a destra per semplicità di lettura.


Anche se consigliamo la lettura del tutorial linkato poco sopra, rivediamo velocemente il concetto. Per imparare a leggere un istogramma è sufficiente capire che a sinistra si trovano le zone buie della fotografia, al centro i mezzi toni ed a destra le alte luci. L'altezza del grafico è determinata dal numero di pixel presenti in quella particolare gamma. Di seguito cercherò di spiegarmi meglio sviluppando la stessa fotografia con due esposizioni differenti ed associando ad ognuna di esse il relativo istogramma.

Come potete notare la fotografia più scura ha il grafico spostato verso sinistra ed ha la zona delle alte luci (a destra) completamente vuota, in quanto non ci sono zone chiare nell'immagine.



Per riassumere il concetto all'osso, una fotografia correttamente esposta e contrastata ha un istogramma distribuito in maniera uniforme su tutta l'ampiezza, una fotografia sottoesposta, quindi buia, avrà l'istogramma compresso nella parte sinistra ed una fotografia sovraesposta, ovvero troppo luminosa, avrà un istogramma compresso a destra. Per chiunque volesse approfondire ulteriormente l'argomento, consiglio nuovamente di leggere il nostro articolo sull'istogramma di Gimp, dove il tema è stato ampiamente discusso.


Perché si dovrebbe esposorre a destra?

La tecnica ETTR (Expose To The Right, o esporre a destra per i non anglofoni) è stata introdotta da Michael Reichmann, l'editore di Luminous Landscape, in questo articolo che ha subito riscosso un enorme successo fra gli appassionati di fotografia. C'è però da dire che questa tecnica ha anche molti detrattori i quali, pur non negando la validità dei presupposti teorici, ne mettono talvolta in dubbio i benefici pratici.

Esporre a destra significa dunque che dovremmo impostare la nostra fotocamera in manuale, cercando di mantenere l'istogramma il più spostato possibile verso destra, sulle alte luci, senza comunque bruciarle. Una volta scattato secondo la logica dell'esporre a destra, lo scatto potrebbe risultare troppo luminoso. Dobbiamo ritoccare successivamente il file generato con il nostro software di sviluppo digitale, in modo da riportare luminosità ed il contrasto alle condizioni ideali. Ovviamente tutto questo discorso ha senso solo ed esclusivamente se andiamo ad effettuare uno scatto in RAW. Potete leggere una guida qui se non conoscete il significato dei termini "scattare nel formato RAW". Come già spiegato, è fondamentale non avere nessun clipping delle alte luci, altrimenti andremo a perdere importanti informazioni, come possiamo vedere nell'esempio seguente, dove il clipping delle alte luci è stato evidenziato da una selezione rossa.


L'ispirazione per scrivere questo articolo ci è venuta dall'intervento di rs232, un utente del Forum di zmPHOTO, che ci ha fatto conoscere l'argomento scrivendo:

"Perché mai dovrebbe funzionare questo giochino apparentemente inutile di sovraesporre volutamente la foto sul campo per poi risistemarla in camera chiara? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe conoscere qualcosa circa la rappresentazione digitale dei segnali (...) ci basti sapere che i valori di destra dell'istogramma - cioè quelli più vicini al bianco - sono favoriti rispetto a quelli di sinistra e dunque spostare in quella zona l'istogramma significa poter registrare il numero massimo di dettagli mantenendo al minimo il rumore per tutti i valori di ISO. (...) Esponendo a destra si sfrutta meglio la risoluzione del convertitore Analogico/Digitale della fotocamera".

Per riassumere, esporre a destra è un modo per sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche dei sensori digitali, che conservano le informazioni in modo più efficiente sulle alte luci piuttosto che sulle ombre. In altre parole, è più efficiente recuperare le luci piuttosto che le ombre, per non compromettere la qualità dell'immagine. Ovviamente a patto che le alte luci non siano bruciate.


Come esporre a destra in pratica?

Partendo dal presupposto che impostare correttamente la fotocamera non è una cosa che si può fare in due secondi, vi consigliamo di utilizzare questa tecnica principalmente nelle fotografie di panorama o comunque in tutte quelle dove si ha tutto il tempo che serve per regolare l'esposizione senza rischiare di perdere il soggetto o l'attimo. Non dimenticate che in certi casi è meglio prediligere la velocità di scatto, ed esporre a destra porta inevitabilmente a tempi più lunghi.

Per esporre correttamente a destra è sufficiente impostare la fotocamera in manuale ed impostare i parametri di scatto (tempi e diaframa) in modo che l'istogramma della fotografia arrivi più a destra possibile, evitando il clipping delle alte luci (vedi sopra). Ovviamente sarà necessario fare alcune prove, controllando l'istogramma ottenuto di volta in volta.

In condizioni di alto contrasto è probabile che l'istogramma sia talmente pieno che sembrerà impossible applicare questa tecnica, in questo caso l'importante è di utilizzare sempre le alte luci come riferimento, fermandosi appena prima di bruciarle. Una foto difficile e molto contrastata andrà quindi probabilmente sottoesposta rispetto a quanto indicato dall'esposimetro, perché vogliamo mantenere l'inizio dell'istogramma il più a destra possibile.

Ovviamente bisogna usare il cervello, non stiamo certo dicendo di esporre correttamente i pochi pixel che rappresentano il sole, ma della scena nel suo insieme, con le dovute eccezioni, una lampadina accesa o il sole non devono essere considerati come parte dell'istogramma.


Cosa dicono i detrattori?

Dopo aver analizzato la tecnica cerchiamo di capire per quale motivo ci sono anche molte teorie che la ritengono superflua, se non addirittura controproducente. Secondo questo interessante articolo in inglese di ChromaSoft i vantaggi di esporre a destra non esistono, il guadagno di qualità è così trascurabile da non essere nemmeno considerabile.


In caso di forti contrasti, come un cielo sereno con alcune nuvole ed il soggetto in ombra, esporre a destra senza bruciare le alte luci significa comunque trovarsi con le ombre troppo scure, addirittura completamente nere. In questi casi sarebbe molto meglio bruciare un po' le nuvole e cercare di esporre correttamente il soggetto. Questo problema è ancora più visibile sulle fotocamere più economiche o datate, con gamma dinamica più bassa rispetto alle reflex di ultima generazione. Dobbiamo però ricordare che questa tecnica risale a parecchi anni fa, nel frattempo sono stati fatti parecchi passi avanti nel mondo dei sensori.


Come la vedo io sull'esporre a destra?

Per come la vedo io, diventare ossessivi nell'esporre a destra poteva avere senso alcuni anni fa, quando la qualità dei sensori era minore. Con l'evoluzione delle fotocamera, l'aumento della gamma dinamica, la fotografia HDR e gli esposimetri sempre più precisi l'utilizzo dell'esposizione a destra ormai è caduto nel dimenticatoio. Bisogna poi ricordare che ci sono delle situazioni in cui non abbiamo il tempo di metterci a riflettere tranquillamente sulle impostazioni migliori ed è più importante portare a casa lo scatto che impostare la fotocamera a regola d'arte.

Vorrei inoltre dire che per la mia personale esperienza, recuperare le ombre offre risultati qualitativamente più scarsi, ma è praticamente sempre possibile. Cercare di recuperare una luce bruciata invece è molto più difficile. In conclusione posso dire che Esporre a destra oggi ha un'importanza più teorica che pratica. Applicare questa tecnica però ci obbliga a fermarci a riflettere su come impostare al meglio la nostra fotocamera in scatto manuale, leggendo l'istogramma e riuscendo ad impostare l'esposizione corretta, che è cosa buona e giusta, soprattutto se si scatta in formato jpg. Come già accennato in precedenza, se vi abituate a scattare in RAW potrete recuperare almeno 2 stop sia sulle luci che sulle ombre.

Sperando che la guida sull'importanza o meno di esporre a destra sia stata chiara, prima di salutarti ti ricordiamo che puoi leggere tutte le guide fotografiche del sito cliccando qui. Se lo ritieni opportuno, puoi darci un piccolo contributo cliccando la pagina ❤Sostienici.

Tecniche per la fotografia digitale notturna

Guida sulle tecniche per scattare fotografie notturne con reflex digitali.

In questo tutorial sulla fotografia notturna con fotocamere digitali vogliamo dare dei consigli utili a tutti coloro che vorrebbero approfondire il tema delle foto di notte. Prima di procedere considerate che per fotografare di notte avrete bisogno di una macchina fotografica di qualità, se disponete di una fotocamera compatta probabilmente non otterrete risultati soddisfacenti.

Se cercate, invece, una guida per fotografare le scie delle stelle leggete questo link che è più specifico. In questa guida cercheremo soltanto di spiegarvi come risolvere alcuni dei problemi che potreste incontrare negli scatti notturni o comunque in condizione di bassa luminosità.

Nella fotografia notturna non sempre le foto vengono scattate a notte fonda; Spesso viene preferito il momento appena successivo al tramonto, in modo da avere comunque una modesta quantità di luce.

Ricordate che con tempi lunghi la foto risulterà molto più luminosa di quello che possiamo vedere a occhio nudo. Qui a lato possiamo vederne un esempio; la foto è venuta piuttosto chiara, ma la luce percepita nella realtà era quasi nulla.

La prima cosa da considerare per decidere il momento in cui scattare è immaginare il risultato che vogliamo ottenere: Per ottenere il massimo dell'attenzione sul soggetto (che deve, ovviamente, essere illuminato da luce artificiale) dovremo scegliere la notte fonda in modo che il cielo venga nero o quasi. Se scattiamo appena dopo il tramonto il cielo risulterà illuminato, questo distoglierà l'attenzione dal soggetto, ma se usiamo un flash potrebbe rendere la foto molto interessate. Se vogliamo fotografare una cittadina dall'alto con tutte le luci accese sarebbe meglio cercare un momento in cui la luce è presente, ma molto debole. In caso contrario otterremo soltanto un'immagine praticamente nera; le luci delle case ed i lampioni sarebbero ovviamente visibili, ma perderemmo completamente il dettaglio delle case e delle zone scure in cui non c'è illuminazione artificiale. Un particolare che potrebbe venirci in aiuto quando scattiamo una fotografia notturna potrebbe essere una notte di luna piena o quasi piena, che illumina più di quanto potreste immaginare, donando dettaglio a una foto altrimenti nera.

Ovviamente va detto che solo pochi fortunati possono decidere di andare a fare una foto nel momento perfetto, nei pochi minuti successivi al tramonto, nella realtà dei fatti spesso capiterà che il momento perfetto lo vedremo dalla finestra del nostro luogo di lavoro.

Siccome le necessità della vita ci impongono di dedicare al nostro hobby meno tempo di quanto vorremmo, sarà meglio cercare di fare il contrario: ovvero fare il possibile per ottenere il massimo dal poco tempo di cui disponiamo, sperando che questa guida e tutti i tutorial del nostro sito vi possano aiutare ad ottenere risultati sempre migliori nelle vostre foto di notte.

Vediamo quindi di capire le tecniche da seguire per scattare una buona foto in notturna: Innanzitutto dobbiamo capire che se vogliamo fotografare in condizioni di scarsa luminosità avremo a che fare con un problema piuttosto fastidioso: il mosso. Se la luce è scarsa la fotocamera compenserà allungando i tempi di scatto, in modo da ottenere foto correttamente illuminate. Man mano che i tempi si allungano tutti i nostri tremolii vengono registrati, creando come risultato una fotografia mossa o micro-mossa.

Per il momento la soluzione a questo problema è un buon appoggio oppure il cavalletto, probabilmente tra qualche decina di anni le fotocamere avranno una sensibilità ISO altissima che risolverà definitivamente il problema con un rumore bassissimo, ma per ora una foto con luce scarsa pretende un appoggio solido, che può essere anche una panchina, un muretto, il tetto di una macchina.. quello che vogliamo, purché ci permetta di stare immobili durante lo scatto, che può durare anche diversi secondi.

Un altro accorgimento altamente consigliato è di usare un autoscatto di un paio di secondi per permetterci di togliere le mani dalla fotocamera durante la fase di scatto della foto ed evitare di muoverla accidentalmente.

In alcuni casi di luce intermedia si potrebbero alzare gli ISO al massimo e, con l'aiuto dello stabilizzatore, cercare di ottenere qualcosa di decente. Ovviamente nessuno vi vieta di usare questo sistema, ma i risultati saranno nettamente inferiori a causa del rumore (disturbo) che sale di pari passo agli ISO. Va detto che sensibilità di 200, 400, anche 800, possono essere usate senza nessun problema, ma sicuramente settare il massimo degli ISO va a creare dei disturbi che personalmente non riesco ad accettare (nella mia fotocamera è possibile spingerli a 12.800, ma il disturbo diventa veramente eccessivo). Sentirete alcune persone dire il contrario, magari fotografi nettamente migliori di me. Non dico di aver ragione io, semplicemente a mio gusto il rumore è semplicemente brutto da vedere, agli occhi di un altro la cosa può essere accettabile, ma se posso, cerco di ridurre al minimo il disturbo sulle mie foto notturne. Se volete approfondire, abbiamo scritto una guida su come ridurre il disturbo in fotografia digitale. Se è vero che il rumore è un fastidio, ci sono degli altri piccoli problemi che iniziano a presentarsi sulle foto con esposizioni maggiori ai 30 secondi. Per maggiori informazioni sui difetti delle lunghe esposizioni vi consiglio di leggere il nostro articolo sulle startrail (le scie delle stelle).

I problemi che possiamo trovare cercando di fare fotografia notturna non sono certo finiti. È molto difficile, ad esempio, scegliere l'inquadratura se non abbiamo a disposizione una fonte di luce. L'autofocus non funziona se c'è poca illuminazione e spesso l'esposimetro non prende le decisioni giuste sui tempi di scatto. Vediamo come risolvere questi inconvenienti delle fotografie notturne: Il primo problema spesso si rivela essere quello relativo all'inquadratura, se dall'oculare o dal display vedete solo un'immagine nera vi consiglio di procedere in questo modo: alzate gli ISO al massimo possibile e scattate tutte le prove del caso, fintanto che non viene trovata la giusta inquadratura, dopodiché tornate ad ISO normali prima di scattare la foto definitiva.

Ricordate che se a ISO 1600 il tempo è di 5 secondi, a ISO 800 sarà necessario il doppio del tempo (10 sec.), a ISO 400 il doppio del doppio (20 sec.) etc.

Per gli altri due problemi (il fuoco e l'esposimetro che non collaborano) l'unica maniera sarà procedere in maniera manuale. Per il fuoco sarà necessario togliere l'autofocus e smanettare fino ad un risultato soddisfacente, potrebbe essere d'aiuto inquadrare una qualsiasi luce alla distanza di qualche centinaio di metri, poi una volta che questa è ben a fuoco, iniziate a cercare l'inquadratura giusta.

Ultimo ma non meno importante è il problema dell'esposizione. Quando la foto è molto buia non possiamo sempre considerare valide le informazioni dell'esposimetro, di conseguenza lo scatto in modalità automatica sarà impossibile o quasi. In questo caso l'unico modo per procedere sarà mettere la modalità manuale e iniziare a fare diverse prove fino ad un risultato soddisfacente.

Per rendere più precisa la lettura dell'esposimetro è comunque buona norma chiudere l'oculare della reflex con un tappo, molte volte fornito con la fotocamera.

Anche in questo caso lavorare ad ISO molto alti può aiutare a perdere meno tempo per le prove, ma ricordate di tornare a sensibilità più basse prima di fare la foto definitiva. La regola è sempre la stessa: La differenza tra ISO 6400 e ISO 800 è di 8 volte (6400/800 = 8) quindi se a 6400 il tempo è di 1 secondo a 800 ce ne vorranno 8. Vi consiglio nuovamente l'uso dell'autoscatto che eviterà i problemi di mosso.

Ricordate che è ovviamente possibile lavorare moltissimo in post produzione per aggiustare l'esposizione, ma in generale una foto scura che viene illuminata in post avrà più rumore di una foto giusta in partenza. L'istogramma resta il modo migliore per valutare se la foto è corretta.


Consigli per una foto notturna migliore

Fate sempre attenzione alla luminosità: anche con poca luce, una foto a lunga esposizione potrebbe risultare molto illuminata, è inoltre possibile che la fotocamera tenda ad aumentare il rosso, per far sembrare la luce più naturale. Se doveste ottenere una foto luminosissima e bilanciata lievemente verso il rosso, vi consiglio di scurirla e spostare la tonalità leggermente sul blu, sarà molto più verosimile. Di notte, infatti, il nostro occhio tende a preferire le "alte sensibilità", a scapito del colore. Guardare una fotografia notturna troppo luminosa o con tonalità troppo sature darà sempre l'impressione di essere artefatta. Consiglio ovviamente l'uso del formato Raw, che ci permette di regolare il bilanciamento del bianco e l'esposizione in post produzione ottenendo risultati sicuramente migliori degli scatti in JPG.

Un altro problema che potreste trovare nel caso di forti luci è un'aberrazione chiamata "purple/blue fring", in pratica intorno alle luci più forti ci sarà un alone viola o blu. Questo problema potrebbe non presentarsi su ottiche di alta qualità, ma se lo doveste trovare avete un'unica soluzione: chiudere l'f. Scattare alla massima apertura focale è il modo migliore per mettere in difficoltà la vostra ottica, basterà chiudere di uno o due f-stop per ottenere delle foto nettamente migliori. Ovviamente i tempi di scatto aumenteranno notevolmente. Siccome abbiamo detto che sarebbe meglio cercare di non superare i 30 secondi, l'unica soluzione sarà alzare la sensibilità ISO.

Nell'immagine qui sotto potete notare come il lampione (luce assolutamente bianca) nella fotografia con f aperta al massimo presenta l'alone viola/blu di cui parlavamo in precedenza, mentre nell'immagine a focale chiusa il colore è assolutamente bianco. Questo ovviamente è un esempio estremo, avremmo potuto accontentarci di un f 5.6 per vedere un netto miglioramento.

Un'ultima questione tecnica che vorrei affrontare è la focale: nella fotografia notturna il valore della f è particolarmente importante per diversi motivi. Come abbiamo già accennato ad aperture massima, la resa dell'immagine è inferiore, presenta aberrazioni cromatiche e risulta meno nitida. La cosa più particolare è comunque l'effetto che possiamo ottenere sulle fonti di luce con una focale molto chiusa: qui sotto possiamo vedere un esempio assolutamente non ritoccato.


Con Valori di F bassi le fonti di luce sono "come le vediamo"; con valori di F molto elevati le stesse fonti di luce diventano molto più interessanti, formando una specie di "stellina". La quantità di raggi della "stellina" è "a sorpresa", nel senso che ogni ottica ne crea un numero diverso.

Sperando che la guida per fotografia di notte sia stata chiara, prima di salutarti ti ricordiamo che puoi leggere tutti gli altri tutorial sulla fotografia cliccando qui. Se lo ritieni opportuno, puoi darci un piccolo contributo cliccando la pagina ❤Sostienici.

Fotografare la scia delle stelle e guida alle startrails

 Alcuni consigli pratici per scattare ottime startrail e su come montarle per un risultato ideale.

In questa guida vorrei aiutare tutti coloro che si vogliono avventurare nella fotografia digitale alle scie delle stelle (conosciute anche come startrails). Per poter comprendere a pieno questo tutorial è necessario avere una certa familiarità con alcuni termini specifici e con le impostazioni della vostra macchina fotografica.

Se vi interessano abbiamo anche dei consigli sulle tecniche per la fotografia digitale notturna più in generale, qui invece scriverò solo ed esclusivamente della tecnica per catturare l'effetto scia delle stelle (startrails) e delle tecniche per ridurre il rumore digitale.

Innanzitutto mi sembra giusto spiegare che non tutte le fotocamere sono adatte per scattare foto di questo genere.

Mi spiego meglio: le macchine fotografiche compatte hanno sensori troppo piccoli e rumorosi, inoltre non permettono di impostare manualmente nessun parametro, scattano solo in automatico. Questo è un limite insuperabile che preclude lo scatto notturno.

Molte fotocamere di fascia media hanno la possibilità di settare le impostazioni in manuale. A causa dell'elevato rumore dei sensori troppo piccoli potreste, però, non essere soddisfatti dei risultati nelle fotografie notturne, o in quelle con le stelle "che fanno la striscia".

In effetti le uniche fotocamere perfette allo scopo sono le reflex digitali, meglio ancora se full frame. Questo è dovuto a diverse motivazioni: sensori più grandi (che sono quindi molto meno rumorosi ad alte sensibilità ISO), settaggi completamente personalizzabili e possibilità di collegare un telecomando. Siccome il tempo massimo impostabile nella maggior parte delle reflex è di 30 secondi, l'unico modo per avere aperture maggiori è tenere premuto il tasto di scatto, ma senza telecomando otterremo solo foto mosse e crampi alla mano. Più in avanti capiremo comunque che superare i trenta secondi non è sempre la scelta più azzeccata.

In questa guida, come si può capire dal titolo, cercheremo di capire le tecniche da seguire per scattare in notturna e ottenere l'effetto "strartrail", la scia delle stelle (ne potete vedere un esempio qui a fianco).

Prima di procedere mi sembra doveroso sottolineare che, se siete abituati alle pellicole, leggere le seguenti righe vi farà storcere il naso diverse volte. Molti amanti delle lunghe esposizioni si sentiranno un po' spaesati da molte delle conclusioni che verranno tratte. Vi chiedo solo leggere per cercare di capire perché, a mio parere, il sistema a cui siete abituati non può andare bene.

Esistono due tecniche diverse per affrontare la fotografia digitale notturna: il primo è strettamente legato alle "vecchie" pellicole, consiste infatti in uno scatto definito "in Posa B", oppure "in Posa BULB". In pratica si mette la macchina fotografica su un treppiede, si collega un telecomando alla fotocamera e si tiene premuto il pulsante di scatto per diversi minuti (o addirittura diverse ore).

Fintanto che la vostra reflex ha lo specchio alzato, permette alla luce delle stelle di entrare, nel frattempo la terra gira (molto più velocemente di quanto possiate immaginare) permettendo alla volta celeste di lasciare impresso sul sensore una scia dello spostamento delle stelle. Ovviamente maggiori saranno i tempi e la quantità di zoom, maggiore sarà la lunghezza della scia.

Questo metodo è ovviamente applicabile anche con le reflex digitali, ma a mio parere se si superano i 30/60 secondi i risultati saranno particolarmente poco soddisfacenti.

Nelle fotografie di parecchi minuti potrete notare un "disastro" una volta che la foto verrà analizzata sul computer al 100% dello zoom. Ci saranno decine e decine di puntini verdi e rossi e, nella peggiore delle ipotesi, anche aloni viola ai bordi.

Questo è dovuto al riscaldamento del sensore che crea degli artefatti detti hot pixel (ne vedete un esempio a fianco). Un altro problema delle lunghe esposizioni è che sensore delle fotocamere digitali è costantemente sotto tensione elettrica, nelle lunghe pose si verifica quindi un fenomeno conosciuto come "dark current" (corrente di buio). Questo si traduce in un aumento della luminosità a mano a mano che i tempi si allungano, quindi su una foto con esposizioni molto lunghe avremo una perdita di contrasto via via più marcata, il tutto a chiazze. Molti amanti della posa B sono disposti a tralasciare questo tipo di problemi o a risolverli con un metodo conosciuto come "dark frame". In pratica si scatta una foto completamente buia, che presenta tutti i difetti di cui parlavamo, e la si usa come "maschera" per correggere la foto difettata. Il sistema ovviamente funziona, ma non risolve il problema della corrente di buio.

Esiste però un altro metodo di procedere, che personalmente preferisco: invece di fare una sola foto lunga, si fanno tante foto brevi che poi vengono montate in post produzione con un programma gratuito chiamato, per l'appunto, Startrails.

Prima di procedere vorrei aprire una parentesi: Non tutti amano le fotografie con le stelle strisciate, magari volete ottenere un'immagine con le stelle ben ferme e con l'aspetto di puntini come siamo abituati a vederle nella realtà.

Questa guida può andare benissimo anche per questo risultato. Le differenze sono solo un paio:

  • Non dovete scattare una raffica di foto, ma una sola immagine. Considerate sempre più o meno i trenta secondi come tempo.
  • Usate un'ottica grandangolare, maggiore è il grandangolo, minore sarà il movimento che le stelle compiranno all'interno della fotografia nei trenta secondi.

Ora, però, torniamo in tema e parliamo di come ottenere la scia delle stelle:

Si tratta di una tecnica piuttosto semplice, purchè conosciate bene la vostra fotocamera: Montate la macchina su un treppiede, collegate il telecomando e scattate una fotografia di 30 secondi con la massima apertura della focale (non mi piace superare i 30 secondi per non incorrere nei problemi visti poco sopra).

Una volta scattato dovrete controllare che l'esposizione sia corretta. Siccome si tratta di una fotografia notturna è possibile che l'immagine risulti buia, in questo caso si procede aumentando la sensibilità Iso fino ad essere soddisfatti. Ricordate che non deve essere una foto "a giorno", ma semplicemente devono essere ben distinguibili le stelle dallo sfondo.

I giorni migliori per fotografare le stelle sono quelli in cui la luna è assente o molto sottile. Se volete una bella foto di un cielo stellato e fuori c'è la luna piena restate pure a casa, la sua luce tende infatti a cancellare le stelle, rendendo più difficile ottenere buoni risultati.

Se siete in vena di spese considerate l'acquisto di un obbiettivo molto luminoso. Personalmente mi sono preso un Canon 50mm F1.8 per 100 euro, con una spesa piuttosto contenuta avrete un obiettivo davvero luminoso.

Una volta che sarete riusciti ad ottenere una foto che in 30 secondi vi soddisfa, sarà necessario impostare il tutto per lo scatto:

  1. Montate il treppiede e collegate il telecomando.
  2. Cercate una fonte di luce ben visibile e molto lontana per aiutarvi a regolare la messa a fuoco.
  3. Fate qualche prova per ottenere l'inquadratura, magari impostate temporaneamente gli ISO al massimo per non dover aspettare 30"
  4. Stringete con forza il treppiede e, in caso di vento, regolatelo con un'altezza molto bassa per ridurre le vibrazioni. Riabbassate gli ISO.
  5. Impostate lo "Scatto continuo" in modo che le foto vengano in sequenza senza dover premere manualmente ogni 30". *
  6. Premete il pulsante del telecomando e bloccatelo.
  7. Fate passare il tempo come più vi aggrada.

* È necessario un asterisco sul punto 5: Se la notte è molto calda dovrete per forza scattare manualmente in modo da far trascorrere alcuni secondi tra uno scatto e l'altro, per far raffreddare il sensore ed evitare gli ormai arcinoti problemi dovuti al surriscaldamento.

Ora abbiamo ottenuto una lunga serie di fotografie notturne che non servono praticamente a nulla. Per procedere avrete bisogno di montare insieme tutte le immagini, per questo scopo ci avvarremo del programma chiamato Startrails. Cliccate qui per andare alla pagina dello sviluppatore oppure cliccate qui per scaricare direttamente il programma. State tranquilli, il programma è gratuito e non ha bisogno di installazioni (è un eseguibile).

Se non volete usare Startrails potrete sempre fare il lavoro a mano, incollando le varie foto una sopra l'altra con Gimp in modalità "Solo Toni Chiari", ma voglio vedervi a incollare decine di foto a mano...

Per procedere comodamente copiamo tutte le foto della sequenza in una cartella dove meglio credete e apriamo il programma.

L'interfaccia è a dir poco banale, ma vediamo comunque di fare un piccolo tutorial per Startrails:


Questa è l'interfaccia che avremo davanti, per aprire le foto è sufficiente premere il tasto e selezionare tutte le foto che ci interessano, alla fine vi apparirà in alto a sinistra la lista delle foto aperte, a questo punto non serve fare altro che premere il tasto e aspettare che la barra verde in basso arrivi alla fine; una cosa strana è che non appare nessun avviso a lavoro terminato, in ogni caso quando la barra è alla fine dovrete salvare la foto in questo modo:


Ed ecco che il gioco è fatto... o quasi... Noterete infatti una cosa un po' strana, ovvero che le stelle sono tratteggiate (come nell'esempio qui a fianco), per risolvere il problema è necessario editare tutto con un software di fotoritocco (ad esempio Gimp), duplicare il livello e spostarlo di qualche pixel, fondendolo in modalità "Solo toni chiari" se le strisce sono parallele.

Se invece abbiamo le stelle che girano intorno ad un punto, sarà necessario duplicare e poi ruotare leggermente l'immagine, scegliendo come centro di rotazione lo stesso delle stelle.

Siccome viene dato per scontato che abbiate una buona conoscenza di Gimp, o che almeno abbiate letto le guide della sezione "Guide Gimp", credo che non ci sia bisogno di approfondire ulteriormente il discorso perché ormai sarete perfettamente in grado di capire quello che intendo dire :)

Un ultimo problema che potrebbe presentarsi è l'inquinamento luminoso: spesso e volentieri il cielo avrà una dominante di colore non sempre piacevole.

Qui nelle Dolomiti, praticamente dietro ad ogni montagna c'è un paese. Questo fatto mi rende il cielo praticamente sempre troppo rosso. Ci sono diverse soluzioni a questo problema, eccone alcune:

  • Optate per una foto in Bianco e Nero.
  • Lasciate il colore originale; anche se non piace è comunque il colore vero.
  • Modificate il bilanciamento del bianco.
  • Utilizzate la Ruota Colore per trasformare il rosso in un blu o un viola.
  • Create un nuovo livello del colore desiderato e incollatelo in modalità di fusione "Colore".

Sperando che la guida per fotografare la scia delle stelle (startrail) sia stata chiara, prima di salutarti ti ricordiamo che puoi leggere tutte le nostre guide sulla tecnica fotografica in generale cliccando qui. Se lo ritieni opportuno, puoi darci un piccolo contributo cliccando la pagina ❤Sostienici.

Consigli per fotografare con la reflex

Consigli di base per imparare a fotografare con una fotocamera reflex.

Hai una reflex ma non sei soddisfatto? Ti serverebbero dei consigli per imparare a muovere i primi passi con una reflex? Fai belle foto, ma gli manca qualcosa? Ti sembra quasi che le foto con la compatta venissero meglio? Vieni dal mondo della pellicola ed il digitale non lo capisci proprio? Questi problemi potrebbero venire dal fatto che nessuno ti ha mai dato i giusti consigli a proposito delle fotocamere reflex digitali. Chiedo scusa fin da subito con i più tecnici per il linguaggio "terra terra", ma questo articolo è scritto per persone senza competenze informatiche o fotografiche specifiche.


Oggi le foto sono quasi sempre ritoccate, a volte tanto, altre volte meno. Qui però è necessario fare una precisazione: esiste il fotoritocco, ed esiste la post produzione.

Il fotoritocco è un intervento "pesante" (e non indispensabile) su una fotografia. Si parte dalla semplice eliminazione di un palo della luce fino a ritocchi estremi, il cui unico limite sono la fantasia e le competenze. La post produzione è, al contrario, una parte quasi fondamentale nella creazione di una fotografia digitale. Esattamente come le pellicole dovevano essere sviluppate, le foto digitali (con una reflex) dovrebbero sempre essere "sviluppate" con un apposito programma, di solito fornito in bundle con la fotocamera, per poter ottenere risultati apprezzabili. Se l'argomento ti interessa, ti consiglio di leggere la guida specifica sul ritocco fotografico.

In digitale la parola sviluppare una foto è un po' fuori luogo, ma rende sempre bene l'idea. Diciamo che il termine corretto sarebbe elaborare una foto, più precisamente elaborare un file RAW, ma approfondirò meglio il concetto un po' più avanti nella guida.

Diciamo che se il vostro scopo è quello di ottenere foto decenti da una Reflex vi consiglio di correggere almeno il contrasto, l'illuminazione nel suo insieme e la saturazione.

Alcuni si chiederanno: "Perché nelle fotografie scattate con la reflex la post produzione è così importante?".

La prima cosa da capire è che le fotocamere compatte o di fascia media, così come gli smartphone ed i tablet, effettuano la post produzione in automatico.

Mi spiego meglio: Il sensore di una fotocamera compatta, quando scatta una fotografia, genera un file grezzo che viene subito spedito ad un processore, che potremmo define il cervello della fotocamera. Questo processore si occupa di ottimizzare la fotografia grezza, ovvero:

  • Converte la luce in un'immagine (e bilancia il bianco)
  • Regola luce, ombra e contrasti
  • Genera un file che possa essere letto da tutti i dispositivi (generalmente un jpg)
  • Satura il colore etc

Prima dello sviluppo del RAW


Seguendo i nostri consigli

Possiamo quindi vedere che le compatte fanno in automatico un bel po' di correzioni prima di salvare la fotografia sulla scheda di memoria. Le fotocamere Reflex, al contrario, se impostate in manuale effettuano molte meno correzioni, in modo di lasciare al fotografo la possibilità di aggiustare i parametri a suo piacimento in un secondo momento. Se non volete passare troppo tempo al computer, vi consigliamo fortemente di impostate la ghiera della fotocamera nelle modalità automatiche (quelle con i disegni), in modo da ottenere scatti in JPG già saturati e corretti secondo le migliori impostazioni possibili per la scena selezionata. Se mettere, ad esempio, la modalità panorama verrano enfatizzati i toni del verde e dell'azzurro e la fotocamera cercherà di impostare la massima profondità di campo possibile. Se scattate in modalità automatica le vostre fotografie saranno quindi pronte per essere pubblicate. Se invece scattate nelle modalità creative (quelle con le lettere) le correzioni saranno molto meno presenti e potreste trovarvi con fotografie poco saturate e contrastate, un po' smorte.


Per avere il massimo controllo sui nostri "negativi digitali" esiste la possibilità di salvare la foto senza nessuna elaborazione. Questa funzione si chiama scatto in RAW, ed è estremamente importante. Diciamo che se volete tirare fuori il massimo da una reflex vi consiglio fortemente di imparare a scattare in Raw, altrimenti dovete imparare a non fare nemmeno un errore in fase di regolazione della fotocamera... utopia per i più. Per modificare una foto in Raw ci sono decine di programmi, ma quello che vi consiglio per iniziare è quello che troverete nel CD. In ogni fotocamera è infatti compreso un disco per installare l'applicazione giusta. In linea di massima ogni programma fa sempre le stesse cose, ma in modo diverso. Non vi resta che installare il vostro e iniziare a capirci qualcosa. Se vi interessa approfondire l'argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida sui file RAW.

Quello che dovreste cercare di riuscire a fare è:

  • Raddrizzare, cambiare il taglio, correggere le piccole imperfezioni nell'inquadratura
  • Bilanciare il bianco
  • Regolare la luminosità
  • Sistemare la nitidezza
  • Regolare il contrasto
  • Alzare la saturazione

Vi assicuriamo che con seguendo i nostri consigli per impostare la reflex il miglioramento sarà enorme, ed inizierete a riconsiderare la vostra fotocamera.

Se non avete nessuna intenzione di complicarvi la vita potete sempre scattare la foto in jpg, per poi elaborarla con programmi facili da usare (ACDSee, Picasa, Picnic), ma sarà come avere la Ferrari e guidare con il freno a mano sempre un po' tirato.

Ricordate che tutte o quasi le foto che si vedono sui siti di fotografia sono state post prodotte, se volete competere dovrete imparare ad usare qualche programma più evoluto, come Photoshop o Gimp. Magari potreste imparare leggendo le nostre guide per la fotografia ed il ritocco.

Abbiamo quindi visto che la post produzione è molto importante e generalmente sufficiente per avere soddisfazioni. Alcuni si potrebbero quindi chiedere perché dovrebbero imparare anche il fotoritocco? Semplicemente perché a volte è necessario spingersi oltre, usando ad esempio due versioni della stessa foto con saturazione/esposizione diverse per poi fonderle insieme, oppure perché la ragazza fotografata ha un brufolo come un vulcano sulla fronte, o perché la foto sarebbe stata bella se solo non ci fosse stato il palo della luce in mezzo.. in realtà ci sono innumerevoli motivi per imparare a fare fotoritocco.


Ricordate sempre e comunque che una bella foto è prima di tutto una bella inquadratura, un buon ritocco la può rendere molto più piacevole, ma difficilmente può far diventare bella una foto brutta.


L'importanza di una buona ottica

Una volta capito come fare ad ottenere fotografie migliori con i mezzi messi a disposizione dal digitale, vediamo di capire un altro concetto importante: l'Attrezzatura. Un buon corpo macchina ha una prospettiva di vita di tre o quattro anni, dopodiché diventa sorpassato. Questo cosa significa? Che con un po' di fortuna la macchina funzionerà ancora perfettamente, ma quelle più recenti saranno nettamente superiori e ci verrà voglia di cambiare.

Questo discorso non è invece valido per gli obiettivi, una buona ottica (trattata bene) ha una prospettiva di vita ben più lunga, mantiene un buon valore sull'usato e garantisce ottime foto.


Oggi le fotocamere hanno decine di megapixel e l'ottica è un vetro. Per quanto questo vetro possa essere trasparente o nitido ha una certa "opacità". Questa opacità si riflette sulla qualità della fotografia.

I sensori moderni arrivano ad avere spesso più risoluzione di quella che l'obiettivo è in grado di dargli, se l'ottica non è adeguata.

Considerate che otterreste risultati migliori con un'ottica eccezionale e la reflex più economica in catalogo, piuttosto che con un ottica inadeguata montata sulla miglior fotocamera. Consiglio quindi di considerare di risparmiare sul corpo per comprare un'ottica migliore.

A mio parere un parametro molto importante oggi è la nitidezza (la risoluzione in linee dell'ottica).

Un ottimo sito per approfondire la resa delle ottiche è www.photozone.de. Vengono analizzati tantissimi parametri, la risoluzione è quella espressa in "Resolution (LW/PH)". Considerate che un'ottica che oggi rappresenta l'eccellenza degli zoom (Canon EF 70-200 F/4) ottiene un risultato medio di 3300 linee. Un fisso eccezionale (Canon EF 24 f/1.4 @F4) può ottenere quasi 3900 linee. Ovviamente non stiamo dicendo di spendere migliaia di euro, ma se trovate un obiettivo con una risoluzione ridicola (meno di 2000 linee) cercate di evitarlo nel caso in cui la vostra fotocamera avesse molti megapixel.

Ovviamente la risoluzione non è l'unico parametro da valutare, ce ne sono altri estremamente importanti, primo fra tutti la lunghezza focale, ma anche distorsione, abberrazioni cromatiche, resistenza ai flare... decine di parole difficili che vogliono dire una cosa semplice: Chiedete un consiglio ad una persona esperta.

Esistono decine di ottime ottiche in casa Nikon, Canon, Sony ecc.. ecc.. cercate di capire bene cosa vi serve usando il 18-50 (o equivalente) venduto con la fotocamera; Una volta capita la lunghezza che più vi piace, cercate un prodotto di qualità e non resterete delusi.

Un'ultima cosa: Diffidate dagli Zoom troppo estesi, lasciamo i 20x alle compatte.


Difficilmente un'ottica d'eccellenza ha un escursione superiore a 4x. (indicativamente 10-20, 17-50, 25-100, 70-200, 100-400 e così via). Il costo generalmente è alto. Diciamo che spesso si devono superare i 500 euro.

Credo di aver detto tutto quello che ritenevo importante per questa guida, spero di avervi chiarito un po' le idee.

Sperando che la guida sia stata chiara, prima di salutarti ti ricordiamo che puoi leggere tutte le nostre guide sulla fotografia premendo il tasto indietro.

Sperando che i nostri consigli per fotografare con la reflex siano stata chiara, prima di salutarti ti ricordiamo che puoi leggere tutti gli altri tutorial sulla fotografia digitale cliccando qui. Se lo ritieni opportuno, puoi darci un piccolo contributo cliccando la pagina ❤Sostienici.

sabato 6 dicembre 2025

Come scegliere la fotocamera giusta

Alcuni consigli per scegliere la macchina fotografica giusta ed orientarsi in un mare di diversi modelli.

Stabilire quale sia la fotocamera giusta non è facile, esistono decine di produttori e centinaia di modelli tra cui decidere ed il neofita potrebbe avere difficoltà ad orientarsi, scegliendo quindi più per istinto che per competenza. In questo articolo non voglio mettere tre modelli a confronto o elencare le differenze delle 10 migliori macchine fotografiche dell'anno, ma fare un ragionamento in generale sul mondo della fotografia per capire meglio cosa offre il mercato delle fotocamere e cosa è più adatto in base alle nostre necessità.


Ad oggi il panorama è davvero ampio, si spazia dalla mirrorless alla reflex professionale, passando per fotocamere bridge e smartphone con camere di alta qualità. Le differenze tra queste tipologie di prodotto è legata alle diverse necessità che ognuno di noi può avere, ed un piccolo esame di coscenza è d'obbligo prima di avventurarci nei siti specializzati. Come per tutti i prodotti elettronici, prima dobbiamo capire cosa ci serve e successivamente orientarci su una fascia di prodotti.


Quali sono le tue reali necessità?

Cosa cerchiamo dalla nostra fotocamera? vogliamo fare qualche fotografia al compleanno della zia o siamo appassionati di fotografia naturalistica? Preferiamo la tascabilità di una compatta o lo zoom 32x è d'obbligo per fotografare gli uccelli? Amiamo la libertà dei comandi manuali o preferiamo impostare in automatico tutti i parametri? La fotocamera servirà solo per le foto ricordo o vogliamo diventare fotografi professionisti? Sono domande a cui non è facile rispondere obbiettivamente, ma devono essere affrontate prima di acquistare un prodotto che potrebbe non soddisfarvi completamente.


Le dimensioni migliori?

La prima cosa che si nota osservando la vetrina di un negozio di fotografia è la vastissima scelta disponibile. Le dimensioni della fotocamera sono la prima cosa che salta all'occhio. La compatta è tascabile, pesa poco e possiamo averla con noi tutti i giorni. La bridge o la reflex (ne parleremo in seguito) è ingombrante e pesa molto, ma ha un'ergonomia molto maggiore e ci permette di essere impugnata con più sicurezza. L'accessibilità dei comandi su di un'ultra-compatta sarà meno agevole, quindi se avete mani enormi è sconsigliabile comprare il modello super-slim. Di contro portarsi sempre al collo 5 Kg di attrezzatura risulta scomodo per fare foto senza valore


Il budget?

Come per tutto, è utile partire con una chiara idea di quanto si vuole spendere. Se è vero che i soldi non sono un problema quando un prodotto ci appaga completamente, sconsiglio di farsi raggirare da un venditore che potrebbe piazzarci un prodotto sovradimensionato alle nostre necessità. Personalmente ritengo che, se non avete particolari esigenze in fatto di zoom e qualità, con 80-150€ porterete a casa un'ottica fotocamera per scattare foto ricordo.

Salendo oltre i 150€ euro dovreste ottenere il vantaggio di uno zoom maggiore. Oltre i 250€ iniziano ad apparire le fotocamere "particolari": Impermeabili, oppure con zoom estremi, spesso con settaggi manuali, e in alcuni casi il Raw. Ancora più su ci sono le macchine professionali, che per le loro particolarità (elencate di seguito) consiglio solo ad una limitata fascia di utenza più esigente.


Quali funzioni?

La possibilità di impostare in manuale diaframa e tempi, il gps integrato, l'estensione dello zoom, l'impermeabilità, la robustezza o la luminosità dell'ottica potrebbero essere fattori determinanti nell'acquisto. Pensate bene a cosa vi potrebbe servire.

Le impostazioni manuali sono indispensabili per aver maggiore libertà in fase di scatti artistici, ma necessitano di una certa competenza per non fare grossolani errori. Lo zoom serve principalmente per caccia fotografica, la luminosità, i sensori retroilluminati e alti valori di ISO sono necessari nelle foto con poca luce. Un discorso a parte andrebbe affrontato per le fotocamere rugged, ovvero resistente ad urti e liquidi e molto utili per fotografia sportiva o snorkeling, ma solitamente più ingombranti, costose e con zoom limitato.


Compatta, bridge o reflex?

Le diverse tipologie di fotocamera sono pensate in base alle necessità di ognuno: La compatta nasce come fotocamera da viaggio: piccola, leggera e portabile ha però limitazioni di zoom e sensori piuttosto piccoli, poco performanti nelle fotografie al buio.

La compatta di qualità cerca di accontentare chi non è disposto a rinunciare alla comodità del tascabile, ma non vuole nemmeno la fotocamera "inquadra e scatta". Leggermente più ingombrante, ha un buon livello di zoom e permette impostazioni manuali.

La bridge è una via di mezzo. Monta un obbiettivo non intercambiabile, ma generalmente molto flessibile. E' piuttosto ingombrante, ma non pesa una follia. Permette le impostazioni manuali, ma può venir utilizzata anche da un neofita. Personalmente vedo sempre più persone con una bridge al collo. Unica pecca di questa soluzione è il sensore piccolo, grosso handicap nelle foto notturne o poco luminose. Per farla semplice, se scattate con poca luce la foto sarà molto rumorosa (puntinata).


La reflex è una fotocamera piuttosto complessa e costosa. Pretende inoltre l'acquisto di almeno due o tre ottiche generalmente piuttosto impegnative economicamente. Ha infine un'ultima "pecca", vi porterà alla sindrome di acquisto compulsivo, facendovi guardare a listini che spesso e volentieri avranno cifre con tre zeri. Potrei sconsigliarla come prima macchina perché, se è vero che permette la massima libertà di espressione, vi obbligherà ad un po' di studio. È una scelta obbligata se si desidare diventare "fotografi professionisti".

Esiste infine un'ultima categoria da poco affermata. Le fotocamere Mirrorless (o E.V.I.L. - Electronic Viewfinder Interchangeable Lens). Queste ultime sono dei corpi macchina senza il meccanismo dello specchio e del mirino ottico. Hanno dimensioni piuttosto ridotte del corpo macchina, sensori relativamente grandi (poco rumorosi) e display molto generosi. Pretendono comunque un corredo di ottiche e consumano molta batteria a causa dello schermo grande e del sensore sempre acceso. Personalmente non mi hanno mai particolarmente affascinato, ma sono convinto troveranno la loro nicchia di mercato tra i fotografi itineranti, in quanto questo tipo di fotocamere sono molto più comode e leggere da trasportare (a parità di qualità) di una reflex.


Quale marca?

Decretare la qualità di una macchina considerando solo il marchio sarebbe un azzardo. Nikon, Canon, Casio o Panasonic sono aziende molto serie, ma non è possibile decretare arbitrariamente quale sia la migliore. Se avete la possibilità di provare le fotocamere dei vostri amici, verificate con quale avete un maggior "riscontro positivo". Molte volte il software o la posizione dei comandi di una macchina ci risulta immediatamente piacevole e forse a quel punto abbiamo scelto cosa conviene comprare.

Siccome vorrei comunque dare dei consigli e non lasciarvi completamente in balia del venditore di turno, mi sembra giusto sbilanciarmi con un paio di mie considerazioni: Nikon e Canon dominano il settore professionale, per le reflex mi sbilancio a consigliare Canon per un maggior numero di obiettivi adatti a tutte le tasche e Nikon per i corpi macchina di miglior fattura a parità di prezzo. Nel settore medio o basso probabilmente oggi comprerei una Nikon per semplicità di utilizzo, estetica e tecnologia. Nelle mirrorless (settore di cui sono poco aggiornato) ho sentito parlare molto bene di Sony.


Accessori

Un cavalletto, una custodia e un'abbondante memory card sarebbero da acquistare contemporaneamente alla fotocamera. Sono accessori di cui forse non si sente il bisogno immediato, ma con il tempo tornano molto utili.

Ricordate una cosa fondamentale: Se la vostra fotocamera registra filmati in Full HD è obbligatorio chiedere memory card "Classe 10" o superiore, le classi inferiori costano molto meno, ma sono troppo lente e non permettono di registrare tranquillamente in Full HD.

Personalmente ho una Lexar Classe 6 che è più veloce della Classe 10 di un mio amico, ma come è possibile?? Semplice, lui ha preso una memory cinese su ebay spendendo poco che, anche se sull'etichetta è più veloce, nella realtà dei fatti non va come dovrebbe.

Considerate inoltre che è meglio archiviare le proprie foto su memorie di marca, che vengono sottoposte a test di qualità più rigorosi.

Spendere qualche euro in più vi garantirà maggior affidabilità, meno ansia di perdere fotografie e performance assicurate.


Considerazioni finali

Dopo un'attenta analisi dei punti sopra elencati, sarà molto più semplice navigare in siti che propongono sterili schede tecniche e paragoni tra macchine simili. Non dimenticate però di stabilire con una certa determinazione quali sono le vostre esigenze, per non farvi abbindolare da caratteristiche assolutamente superflue ed inutili sfide al megapixel. La fotocamera deve immortalare i nostri ricordi, seguirci ovunque e fare quello per cui nasce: permetterci di scattare comodamente ed in ogni situazione quello che ci piace.

Sperando che la guida per scegliere la fotocamera sia stata chiara, prima di salutarti ti ricordiamo che puoi leggere tutti gli altri tutorial sulla fotografia cliccando qui. Se lo ritieni opportuno, puoi darci un piccolo contributo cliccando la pagina ❤Sostienici.